21 Ottobre 2020

Cosa fare quando il tuo sito non converte

Oggi vorrei parlarti di una domanda che ci viene spesso fatta e che è più o meno così: Il mio sito non converte come vorrei, come mai?

Bene, vediamo come scoprirlo in questo breve articolo.

Come capire come mai il sito non converte

Per rispondere a questa domanda è utile integrare analisi quantitative e qualitative, questo perché le analisi quantitative, in particolare quelle con i dati di Google Analytics, ci permettono di capire il che cosa (dove sono i problemi) ed il quanto (quanto sono grandi), ma non sempre ci aiutano ad identificare le motivazioni e di conseguenza le soluzioni.

Un esempio?

Posso identificare le pagine con i tassi di conversione peggiori, ma per capire il motivo la soluzione migliore è chiedere direttamente ai miei utenti.

Ecco allora alcuni consigli Digital Pills per impostare velocemente e correttamente alcune analisi.

Quali analisi fare per scoprire come mail il sito non converte come vorremmo

Utilizzando Google Analytics prova ad individuare le aree del sito con opportunità di ottimizzazione. Gli approcci che puoi utilizzare sono tantissimi, eccone alcuni tra i nostri preferiti:

  • cerca i punti di drop off del tuo funnel di acquisizione: da dove se ne vanno i visitatori?
    Quale step del percorso è particolarmente critico?
    Se hai un e-commerce c’è un report apposito che ti permette di individuarli: si chiama “Shopping Behaviour Funnel"

 

  • Cerca trend tra le pagine più visitate o le principali pagine di atterraggio e i tassi di conversioni o i tassi di uscita: Cosa accomuna le pagine più performanti? e quelle meno performanti?

 

  • Cerca correlazioni: c’è un qualche tipo di correlazione tra gli iscritti alla newsletter e le conversioni? c’è un segmento di utenti particolarmente propenso alla conversione o meno propenso?

A questo punto avrai alcuni spunti. Continua a investigare con ricerche qualitative.

 

Le analisi qualitative possono aiutarti

Ecco alcuni esempi di analisi qualitative che puoi fare:

  • Ti sei accorto che uno step critico del funnel è rappresentato dalle pagine di categoria.
     Conduci degli
    User testing con 5-6 persone per capire dove si bloccano.
    Prepara dei task precisi da fargli fare, chiedi loro di parlare ad alta voce mentre navigano esponendo tutti i loro dubbi. La maggior parte dei grandi problemi di usabilità li troverai semplicemente così. I filtri presenti sono quelli più adatti? Riescono a trovare velocemente il prodotto che stanno cercano? Hanno tutte le informazioni che vogliono? Potrai rispondere a queste e molte altre domande

 

  • Hai individuato alcune pagine prodotto con un tasso di aggiunta al carrello inferiore alla media.
    Progetta un
    micro survey online che compare al visitatore quando sta per abbandonare la pagina chiedendogli perché non ha aggiunto il prodotto al carrello. Se hai abbastanza traffico raccoglierai molti feedback utili.
    Ricordati però che alcuni utenti trovano questi sondaggi intrusivi, quindi non lasciarli online troppo a lungo

 

  • Il problema si trova sulla landing page di una campagna a pagamento che ha un bounce rate molto alto.
    La maggior parte delle volte i primissimi attimi sono i responsabili del bounce: c’è qualcosa nella sezione above the fold che proprio non convince e blocca l’utente. In questo caso il
    5 second test può essere molto utile.  Apri la pagina in questione sul tuo cellulare, ferma una persona che non conosce il tuo sito, fagli vedere l’immagine per 5 secondi e poi chiedigli a cosa pensa si riferisca e cosa ne pensa. Le risposte ti sorprenderanno. 

 

 

Conclusioni

Quando analizzi una landing page considera che un altro fattore molto importante è rappresentato dalla coerenza/rilevanza del messaggio: il messaggio della landing è coerente con quello dell’annuncio? il tono che usi e la CTA sono in linea con le aspettative del cliente e con la fase in cui si trova l’utente?

Speriamo l'articolo ti sia piaciuto e se hai domande non esitare a contattarci!

 

8 Novembre 2018

Data driven marketing: cos’è e perché è importante

Cosa vedremo in questo articolo:

In questo articolo parleremo di un approccio tanto discusso quanto innovativo: il data driven marketing, ovvero il marketing guidato dai dati. Vedremo innanzitutto che cosa significa utilizzare i dati per le proprie strategie di marketing e perché è quasi impossibile farne a meno. Parleremo di quali dati è utile raccogliere e soprattutto capiremo perché è utile non esagerare nella loro raccolta. Tutto questo rispettando le normative sul trattamento dei dati personali.

Adesso possiamo passare alla parte succosa: vediamo quindi in che cosa consiste il marketing basato sui dati.

Che cos’è il DATA DRIVEN MARKETING?

Il data driven marketing è un approccio innovativo che fonde i principi del marketing tradizionale con le nuove tecnologie di raccolta e analisi dati sugli utenti.

A quale fine? L'obiettivo è creare strategie commerciali e di contenuto mirate ad attirare il target (che grazie all'utilizzo dei dati si conosce - o dovrebbe conoscere - benissimo).

Lo scopo del data driven marketing è infatti quello di utilizzare i dati degli utenti per creare delle strategie di marketing e comunicazione che siano in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei diversi target a cui l’azienda si rivolge.

Semplificando: il fine del data driven marketing è la personalizzazione dell’offerta e dei contenuti.

La raccolta dei dati e la loro analisi permettono di “coccolare” i nostri clienti, farli interagire con il nostro sito in maniera positiva, attraverso strategie e tecniche mirate per ogni segmento del nostro mercato.

Il marketing basato sui dati serve a dare all’utente un’esperienza di interazione con il nostro brand unica, basata sulle sue preferenze, personalizzata appunto.

Avete presente quando vi trovate nell’homepage di Amazon? Beh, il telefono nuovo è sempre lì, pronto ad essere acquistato. Amazon sa che lo vuoi, e te lo mette lì, bene in vista.

Ma a quale scopo un’azienda dovrebbe raccogliere i dati sui propri utenti?

I risultati di una ricerca di Teradata del 2015 dimostrano che oltre il 70% degli operatori di marketing si dichiara consapevole dell’importanza dell’utilizzo dei dati nelle strategie aziendali indicando vantaggi come:

  • la personalizzazione del messaggio di marketing e comunicazione
  • la realizzazione di un’esperienza migliore per i clienti che torneranno più volentieri nel sito e ricorderanno più facilemente il brand
  • l’abbassamento del rischio dell’investimento

Ciò che si ottiene, molto semplicemente, è la fidelizzazione alla nostra azienda e, quindi, l’aumento del fatturato (o delle visite, se non si ha un e-commerce).

Un utente “coccolato”, che trova facilmente ciò di cui ha bisogno sul vostro sito, ci tornerà volentieri, e ci tornerà spesso.

Quali sono quindi i benefici dell'utilizzo di una strategia di data driven marketing?

Il primo è il fatto quello di conoscere bene il proprio target e quindi di potersi rivolgere ai consumatori giusti. Gli annunci pubblicitari e i messaggi di content marketing si possono ottimizzare ed essere mostrati a quelle persone per cui la nostra offerta ha molte probabilità di essere rilevante.

Il secondo, strettamente collegato al primo è quello di poter creare dei messaggi strettamente rilevanti. Ormai l'era dei messaggi generici è superata e se si vogliono conquistare davvero i consumatori è necessario comunicare e offrire prodotti che siano in linea con le loro credenze ed i loro bisogni.

Dimostrata l'utilità della raccolta dei dati e del loro utilizzo, come facciamo a capire i dati di cui abbiamo bisogno per sviluppare le nostre strategie di marketing?

Vediamo quali dati è utile raccogliere per sviluppare al meglio le nostre strategie di marketing.

La tecnologia oggi ci permette di sfruttare i dati sulla navigazione dei nostri visitatori. Le loro interazioni online con il nostro brand e ci può aiutare a sviluppare delle strategie di marketing molto più targetizzate a specifici segmenti del mercato.

Vediamo quindi quali dati è utile raccogliere:

  1. Dati demografici: come l’età, il genere, il luogo di provenienza.
  2. Dati comportamentali: ovvero come interagiscono gli utenti con il nostro sito.
  3. Informazioni e dati come il tempo di permanenza sul nostro sito, l’user journey, la tipologia dei contenuti che più ricercano, le parole chiave che più utilizzano, sono fondamentali per le nostre strategie di marketing.

L’unione di questi dati ci porta ad avere un ritratto davvero approfondito del nostro target: sappiamo chi è e di cosa ha bisogno. A questo punto si può elaborare una strategia di marketing mirata ad attirare la sua attenzione: noi gli possiamo dare quello che desiderano.

A questo proposito: abbiamo scritto alcuni contenuti sullo studio del target che potrebbero esserti utili. Il primo riguarda il content marketing rivolto al tuo target, e puoi leggerlo quiIl secondo invece riguarda le survey sui tuoi consumatori, che possono esserti particolarmente utili nella fase iniziale di raccolta dei dati, puoi leggerlo qui.

Tornando a noi: quanto può essere efficace una strategia di marketing sviluppata a partire dai dati? Tanto, tantissimo. Quest’approccio basato sui dati consente di avere particolare efficacia sotto qualsiasi punto di vista, sia che si tratti di un’esigenza comunicativa oppure di una decisione strategica.

Super interessante, vero? Ma bisogna fare molta attenzione...

Raccogliere ed analizzare i dati nel rispetto dei limiti della legge è fondamentale.

Usare i dati per prendere decisioni di marketing offre enormi opportunità ma il rischio è quello di calpestare i diritti alla privacy e alla sicurezza delle persone che interagiscono quotidianamente con il nostro sito ed il nostro brand.

Perché se da una parte fa comodo a tutti tenere sotto controllo i voli per Bali del prossimo luglio, dall’altra ci disturba sempre un po’ sapere di essere costantemente “osservati”.

Quello che possiamo consigliarvi è di trovare un giusto equilibrio tra ciò di cui avete bisogno e ciò che è giusto sapere dei vostri utenti, soprattutto dato le recenti leggi in merito al trattamento dei dati personali.

Se vuoi approfondire l’argomento, abbiamo scritto questo articolo sul GDPR (General Data Protection Regulation), la nuova regolamentazione europea in materia di tracciamento ed utilizzo dei dati.

Conclusioni

L’utilizzo dei dati per le strategie di marketing sta diventando sempre più importante. Fornire ai nostri visitatori un’esperienza unica e personalizzata è ormai una prerogativa all’aumento delle visite e del fatturato delle nostre aziende.

Se ti abbiamo convinto e ormai pensi di non poter fare più a meno dei dati, ti invitiamo a leggere il nostro articolo su come installare, configurare ed utilizzare correttamente Google AnalyticsPrima vogliamo consigliarti, però, di non farti sopraffare da tutti i dati che si possono raccogliere: prima di impazzire e sbattere la testa imprecando contro Google Analytics pensa a lungo su ciò di cui hai veramente bisogno e soprattutto sul perché, poi inizia ad avventurarti nel magico mondo dei dati.

Ricorda inoltre che il data driven marketing non è fatto di soli numeri: quando passi tutto il tempo a pensare alle statistiche, è molto facile dimenticarti che sono delle persone a generarle. Utilizza anche delle tecniche di ricerca qualitativa: puoi trovare qualche spunto interessante qui.

Tra l’altro, se vuoi un compagno di avventure nel tuo percorso di raccolta ed utilizzo dei dati, il nostro blog è probabilmente un valido amico. Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato 😉

25 Giugno 2018

Indagine qualitativa: le persone dietro ai numeri

Oggi vediamo cos'è un indagine qualitativa e come questa ci parli delle persone dietro al data-driven marketing.

Se pensi che il data-driven marketing sia solo analytics ti stai sbagliando, e in questo articolo scoprirai perché. La ricerca e l’analisi dei dati non si esaurisce con l’analisi quantitativa: i dati non sono solo numeri. Vedrai infatti che la ricerca qualitativa è fondamentale per il data-driven marketing, scoprirai quando è necessario applicarla e i modi migliori per farlo.

Il data-driven marketing non è solo web analytics

Scommettiamo: passi la maggior parte del tuo tempo analizzando e interpretando numeri, vero? Passi da una dashboard all’altra di Google Data Studio, fai più accessi a Google Analytics che a Facebook e ormai Google Tag Manager è il tuo migliore amico. Quando passi tutto questo tempo a pensare ai numeri, è molto facile dimenticarti che sono delle persone a generarli. Questo è il momento in cui entra in gioco la ricerca qualitativa, o meglio: in cui dovrebbe entrare in gioco.

 

Ma facciamo un passo indietro: parliamo di data driven marketing.

Se il marketing sono tutte quelle operazioni che un’azienda mette in atto al fine di ottenere la fedeltà del cliente e quindi la sua conversione, è ovvio che se non si hanno dei dati a disposizione per stabilire come ottenere questi risultati, allora il marketing assume un notevole rischio di fallimento.

Quando si parla dell’entità “dati” generalmente si pensa al digital analytics: dati che sono quantificabili. Ma la ricerca qualitativa offre davvero molti dati: permette di andare a fondo, capire il comportamento dei consumatori e le ragioni di questo comportamento. In poche parole: se la ricerca quantitativa risponde alla domanda “cosa?”, la ricerca qualitativa risponde alla domanda “perché?”.

La ricerca qualitativa ti permette di entrare nella testa e nei processi mentali delle persone a cui stai cercando di vendere. Senza sapere cosa pensano, è il buio. Si possono fare ipotesi, ma non si possono testare. E se non si possono testare, non si possono misurare.

Perché fare un indagine qualitativa

Come abbiamo visto, se vuoi entrare nella testa dei tuoi consumatori e capire le ragioni che stanno dietro alle loro scelte, hai bisogno della ricerca qualitativa. Le interviste faccia a faccia e i focus group possono darti dei dati di alto valore sul tuo prodotto, il tuo mercato e le opinioni e motivazioni dei tuoi consumatori.

Devi fare ricerca qualitativa se non sai rispondere a queste domande:

  • Chi sono i tuoi consumatori?
    Conoscere il tuo target è fondamentale per la tua strategia di marketing, quindi se le tue idee sui tuoi consumatori non sono chiare ti consigliamo di leggere questi articoli su come creare un sondaggio per i tuoi consumatori e su come creare dei contenuti adatti al tuo pubblico.
  • Cosa pensano i consumatori rispetto al tuo prodotto o servizio? 
  • Come scelgono i prodotti tra l’offerta che si trovano davanti?
  • Quanto e come il branding, il design e il packaging li influenzano?
  • Quali messaggi hanno un maggiore impatto e cosa invece li mette in dubbio?
  • Quanto il prezzo influenza la scelta?
  • C’è domanda per il nuovo prodotto o servizio?

I vantaggi del data-driven marketing qualitativo sono molti, primo fra tutti quello di poter ottenere delle informazioni in tempo reale sul proprio target, sulle opinioni rispetto al proprio brand, ai propri prodotti e servizi.

Inoltre, come saprai ottenere la fedeltà dei clienti è ormai un punto fisso nelle strategie di marketing: comunicare con loro, chiedere come si trovano e stabilire una relazione è fondamentale.

Un buon marketer vede i consumatori come esseri umani completi, con tutte le sfaccettature proprie delle persone reali.
Jonah Sachs

Ma in pratica come si fa un indagine qualitativa?

Vedere le persone faccia a faccia è la via migliore per ottenere risultati affidabili. Quindi possiamo dirti con certezza che se quello che vuoi comprendere sono le loro motivazioni, le loro sensazioni e le loro opinioni, i metodi migliori sono due. Il primo sono le interviste faccia a faccia, il secondo sono i focus group.

Prima di tutto è importante chiarire un aspetto: ottenere dei risultati chiari dalla ricerca qualitativa può essere difficile. Alcune persone possono non tirare fuori i difetti e le loro titubanze per timidezza o per gentilezza, mentre altri potrebbero dominare la discussione.

Quindi è fondamentale scegliere la persona giusta per condurre le interviste o moderare il focus group: più la persona è esterna al business più i risultati saranno unbiased (senza errori) e più le persone si sentiranno a proprio agio ad esprimere le loro opinioni. Quindi, se fai parte di un’agenzia e devi fare il lavoro per un cliente, puoi anche essere tu (se ti senti pronto per un lavoro di questo genere), ma se sei parte dell’azienda cerca qualcuno di esterno e competente.

Le domande che puoi fare variano a seconda di cosa stai cercando, ma il linea di massima se si parla di un prodotto in vendita, dovresti partire da questi punti:

  • Questo prodotto è facile da usare?
  • A cosa serve secondo te?
  • Ti piace l’aspetto che ha?
  • Ti sembra migliore a quelli delle altre marche?
  • Ti piace il suo aspetto?
  • Secondo te il prezzo è giusto?

Andiamo ora a vedere le due tecniche accennate prima: le interviste qualitative e il focus group.

Cosa sono le interviste qualitative?

L'intervista qualitativa consiste in una conversazione tra un ricercatore ed un intervistato durante la quale in primo cerca di ottenere informazioni che ritiene importanti su cosa pensa e come agisce il secondo rispetto al fenomeno di ricerca.

Facile? Per niente. L’intervista è una delle tecniche più difficili (e più importanti) del metodo qualitativo.

Intervistare faccia a faccia, con una traccia predefinita, ma permettendo all'interlocutore di sviluppare il proprio discorso è sicuramente il metodo migliore. In questo modo potrai decidere la direzione da prendere senza che la tua intervista diventi un sondaggio a cui rispondere velocemente. Attraverso l’intervista potrai raccogliere informazioni utili per creare messaggi e strategie di marketing efficaci.

Più l’intervistato si sente a proprio agio più racconterà se stesso e dei suoi problemi che, con i nostri prodotti, potrà risolvere.

Cos'è il focus group?

Il focus group è una tecnica utilizzata soprattutto nelle scienze umane e sociali, in cui un gruppo di persone è invitato a parlare, discutere e confrontarsi nei confronti di un tema, di un concetto, di una pubblicità o di un prodotto.

Le domande sono fatte in modo interattivo e i partecipanti sono liberi di comunicare con gli altri membri e sono seguiti dalla supervisione di un moderatore. Questa tecnica nel marketing è importante per quelle aziende che vogliono sviluppare un nuovo prodotto o conoscere quello che i consumatori pensano su uno che è già sul mercato.

Conclusioni

Come avrai intuito, crediamo che i dati abbiano una enorme influenza sul successo delle strategie di marketing. E anche che la mancanza di accesso ai dati sia uno dei motivi fondamentali per cui i business non raggiungono i propri obiettivi.

Il tuo obiettivo con l'indagine qualitativa deve essere raggiungere l’equilibrio tra l’applicazione delle informazioni dei dati e la creatività tipica del marketing: solo in questo modo potrai lasciare il segno e ottenere risultati di successo.

Se hai domande o dubbi non esitare a contattarci!

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