15 Ottobre 2020

Deliverability delle tue email: come migliorarla

La cosa peggiore per un marketer è dedicare parecchio tempo e molti sforzi alle campagne email, per poi vedere una  deliverability disastrosa, con un' open rate piuttosto basso e che porta pochi risultati.

Parlare di contenuti, design e strategia della campagna ha poco senso, se prima non siamo sicuri che la nostra mail arrivi nella casella di posta in arrivo del tuo utente.

La consegna della posta elettronica è meno abituale di quanto pensi.

Spesso quando impostiamo una campagna di email marketing ci immaginiamo un altissimo tasso di consegna della nostra email, circa il 98%. Non è così.

Non tutte le mail che vediamo come consegnate arrivano effettivamente nella posta in arrivo, alcune sono bloccate dai server e finiscono nello spam. 

Come faccio a sapere se le mie mail finiscono nello spam dei miei utenti?

Una grande soluzione potrebbe essere segmentare gli indirizzi per dominio: se lo 0% delle persone che ha Gmail apre la posta, c’è un problema. 

Un modo per evitare questo con i nuovi iscritti è quello di invitarli ad aggiungere il nostro indirizzo alla rubrica. Non garantisce una consegna, ma ci offre una protezione aggiuntiva agli occhi del nostro sistema. 

I servizi di posta elettronica utilizzano quanto segue per verificare l'identità del mittente:

  • Sender Policy Framework (SPF): Il server di posta conferma che sei chi dici di essere, controllando che l'indirizzo IP da cui stai inviando sia registrato nel tuo dominio.  
  • Chiavi di dominio (DKIM) :Il server di posta conferma la tua identità controllando una firma digitale valida crittografata nell'intestazione della tua email. 
  • DNS inverso e autenticazione, reportistica e conformità dei messaggi basati su dominio (DMARC) : Una politica informativa che specifica se per l'e-mail viene utilizzato SPF o DKIM. In generale, uno dei due protocolli di autenticazione deve essere attivo affinché DMARC funzioni. Se uno dei protocolli fallisce, DMARC spiega in dettaglio cosa fare (ad esempio, rifiuta il messaggio) e registra l'errore di invio nel proprio sistema. 

 

Altri fattori importanti che influenzano il tasso di consegna delle email

1. Reputazione

Questa viene calcolata in base all'affidabilità delle tue e-mail per gli iscritti e a un’altra serie di fattori (ad esempio se il tuo IP è stato inserito nella lista nera o segnalato come spam). 

Il coinvolgimento dei tuoi abbonati viene valutato in base a:

  • email aperte (e tempo trascorso a leggerle)
  • mail inoltrate a cui si è risposto
  • email eliminate prima della lettura o contrassegnate come spam

Esiste a riguardo il punteggio del mittente, che esamina la reputazione del mittente del tuo indirizzo IP, inclusi i reclami relativi allo spam, il numero di utenti sconosciuti a cui invii un'email, se sei in una blacklist del settore e altro ancora. 

2. Contenuto dell’email

Mentre il protocollo di autenticazione e la reputazione sono in parte fuori dal tuo controllo (e spetta ai sistemi di gestione della posta e agli iscritti determinarlo), l'ottimizzazione delle tue e-mail per la consegna è completamente sotto il tuo controllo.  Per ottimizzare il contenuto della posta elettronica in termini di recapito, evita di inserire nell'oggetto elementi che possano far finire la tua mail tra gli spam: sono inclusi molti segni di punteggiatura e lettere maiuscole. Utilizza sempre un linguaggio chiaro e semplice. 

 

Best practice da seguire

Quando pensi alla deliverability della email tieni sempre a mente queste cose:

  • Crea un elenco di controllo standard per la consegna della posta elettronica a cui puoi tornare per ogni campagna (incluso il controllo del messaggio, della creatività, del design, dei collegamenti e dell'accessibilità). 
  • Se una parte significativa dei tuoi elenchi non è attiva, la tua valutazione di deliverability diminuirà. Considera l'archiviazione degli iscritti che non leggono le mail da 60 o 120 giorni o semplicemente segmentali per “un'ultima possibilità" e consenti loro di scegliere se riattivare o meno. 
  • Segmenta il tuo pubblico: non mandare tutto a tutti ma targettizza.
  • Lascia aperta la possibilità di disiscrizione dalle tue mail o lascia una scelta di preferenze di contenuti.
  • Controlla sempre la visualizzazione. Litmus in particolare può inviare un campione della tua e-mail su oltre 90 ESP diversi in pochi secondi, in modo da poter controllare rapidamente le immagini renderizzate
  • Il numero di email che dovresti inviare dipende dal tuo settore e dal tuo pubblico, ma in ogni caso evita di inondare la posta in arrivo del tuo iscritto.

Conclusione

Molti fattori tecnici riguardano la consegna della posta elettronica, come SPF e DKIM. Per questi, avrai bisogno dell'aiuto di un amministratore di rete. Altri sono semplici come eliminare tutti quei punti esclamativi dalle righe dell'oggetto. 

Man mano che si implementano più best practice, la capacità di recapito dovrebbe migliorare, ma è necessario monitorare un flusso e riflusso costante.

Tutto questo ti aiuterà a migliorare sicuramente se fino ad oggi hai avuto problemi con la deliverability delle tue email ed il loro CR in generale.

Se hai domande, non esitare a contattarci 😉

8 Novembre 2018

Data driven marketing: cos’è e perché è importante

Cosa vedremo in questo articolo:

In questo articolo parleremo di un approccio tanto discusso quanto innovativo: il data driven marketing, ovvero il marketing guidato dai dati. Vedremo innanzitutto che cosa significa utilizzare i dati per le proprie strategie di marketing e perché è quasi impossibile farne a meno. Parleremo di quali dati è utile raccogliere e soprattutto capiremo perché è utile non esagerare nella loro raccolta. Tutto questo rispettando le normative sul trattamento dei dati personali.

Adesso possiamo passare alla parte succosa: vediamo quindi in che cosa consiste il marketing basato sui dati.

Che cos’è il DATA DRIVEN MARKETING?

Il data driven marketing è un approccio innovativo che fonde i principi del marketing tradizionale con le nuove tecnologie di raccolta e analisi dati sugli utenti.

A quale fine? L'obiettivo è creare strategie commerciali e di contenuto mirate ad attirare il target (che grazie all'utilizzo dei dati si conosce - o dovrebbe conoscere - benissimo).

Lo scopo del data driven marketing è infatti quello di utilizzare i dati degli utenti per creare delle strategie di marketing e comunicazione che siano in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei diversi target a cui l’azienda si rivolge.

Semplificando: il fine del data driven marketing è la personalizzazione dell’offerta e dei contenuti.

La raccolta dei dati e la loro analisi permettono di “coccolare” i nostri clienti, farli interagire con il nostro sito in maniera positiva, attraverso strategie e tecniche mirate per ogni segmento del nostro mercato.

Il marketing basato sui dati serve a dare all’utente un’esperienza di interazione con il nostro brand unica, basata sulle sue preferenze, personalizzata appunto.

Avete presente quando vi trovate nell’homepage di Amazon? Beh, il telefono nuovo è sempre lì, pronto ad essere acquistato. Amazon sa che lo vuoi, e te lo mette lì, bene in vista.

Ma a quale scopo un’azienda dovrebbe raccogliere i dati sui propri utenti?

I risultati di una ricerca di Teradata del 2015 dimostrano che oltre il 70% degli operatori di marketing si dichiara consapevole dell’importanza dell’utilizzo dei dati nelle strategie aziendali indicando vantaggi come:

  • la personalizzazione del messaggio di marketing e comunicazione
  • la realizzazione di un’esperienza migliore per i clienti che torneranno più volentieri nel sito e ricorderanno più facilemente il brand
  • l’abbassamento del rischio dell’investimento

Ciò che si ottiene, molto semplicemente, è la fidelizzazione alla nostra azienda e, quindi, l’aumento del fatturato (o delle visite, se non si ha un e-commerce).

Un utente “coccolato”, che trova facilmente ciò di cui ha bisogno sul vostro sito, ci tornerà volentieri, e ci tornerà spesso.

Quali sono quindi i benefici dell'utilizzo di una strategia di data driven marketing?

Il primo è il fatto quello di conoscere bene il proprio target e quindi di potersi rivolgere ai consumatori giusti. Gli annunci pubblicitari e i messaggi di content marketing si possono ottimizzare ed essere mostrati a quelle persone per cui la nostra offerta ha molte probabilità di essere rilevante.

Il secondo, strettamente collegato al primo è quello di poter creare dei messaggi strettamente rilevanti. Ormai l'era dei messaggi generici è superata e se si vogliono conquistare davvero i consumatori è necessario comunicare e offrire prodotti che siano in linea con le loro credenze ed i loro bisogni.

Dimostrata l'utilità della raccolta dei dati e del loro utilizzo, come facciamo a capire i dati di cui abbiamo bisogno per sviluppare le nostre strategie di marketing?

Vediamo quali dati è utile raccogliere per sviluppare al meglio le nostre strategie di marketing.

La tecnologia oggi ci permette di sfruttare i dati sulla navigazione dei nostri visitatori. Le loro interazioni online con il nostro brand e ci può aiutare a sviluppare delle strategie di marketing molto più targetizzate a specifici segmenti del mercato.

Vediamo quindi quali dati è utile raccogliere:

  1. Dati demografici: come l’età, il genere, il luogo di provenienza.
  2. Dati comportamentali: ovvero come interagiscono gli utenti con il nostro sito.
  3. Informazioni e dati come il tempo di permanenza sul nostro sito, l’user journey, la tipologia dei contenuti che più ricercano, le parole chiave che più utilizzano, sono fondamentali per le nostre strategie di marketing.

L’unione di questi dati ci porta ad avere un ritratto davvero approfondito del nostro target: sappiamo chi è e di cosa ha bisogno. A questo punto si può elaborare una strategia di marketing mirata ad attirare la sua attenzione: noi gli possiamo dare quello che desiderano.

A questo proposito: abbiamo scritto alcuni contenuti sullo studio del target che potrebbero esserti utili. Il primo riguarda il content marketing rivolto al tuo target, e puoi leggerlo quiIl secondo invece riguarda le survey sui tuoi consumatori, che possono esserti particolarmente utili nella fase iniziale di raccolta dei dati, puoi leggerlo qui.

Tornando a noi: quanto può essere efficace una strategia di marketing sviluppata a partire dai dati? Tanto, tantissimo. Quest’approccio basato sui dati consente di avere particolare efficacia sotto qualsiasi punto di vista, sia che si tratti di un’esigenza comunicativa oppure di una decisione strategica.

Super interessante, vero? Ma bisogna fare molta attenzione...

Raccogliere ed analizzare i dati nel rispetto dei limiti della legge è fondamentale.

Usare i dati per prendere decisioni di marketing offre enormi opportunità ma il rischio è quello di calpestare i diritti alla privacy e alla sicurezza delle persone che interagiscono quotidianamente con il nostro sito ed il nostro brand.

Perché se da una parte fa comodo a tutti tenere sotto controllo i voli per Bali del prossimo luglio, dall’altra ci disturba sempre un po’ sapere di essere costantemente “osservati”.

Quello che possiamo consigliarvi è di trovare un giusto equilibrio tra ciò di cui avete bisogno e ciò che è giusto sapere dei vostri utenti, soprattutto dato le recenti leggi in merito al trattamento dei dati personali.

Se vuoi approfondire l’argomento, abbiamo scritto questo articolo sul GDPR (General Data Protection Regulation), la nuova regolamentazione europea in materia di tracciamento ed utilizzo dei dati.

Conclusioni

L’utilizzo dei dati per le strategie di marketing sta diventando sempre più importante. Fornire ai nostri visitatori un’esperienza unica e personalizzata è ormai una prerogativa all’aumento delle visite e del fatturato delle nostre aziende.

Se ti abbiamo convinto e ormai pensi di non poter fare più a meno dei dati, ti invitiamo a leggere il nostro articolo su come installare, configurare ed utilizzare correttamente Google AnalyticsPrima vogliamo consigliarti, però, di non farti sopraffare da tutti i dati che si possono raccogliere: prima di impazzire e sbattere la testa imprecando contro Google Analytics pensa a lungo su ciò di cui hai veramente bisogno e soprattutto sul perché, poi inizia ad avventurarti nel magico mondo dei dati.

Ricorda inoltre che il data driven marketing non è fatto di soli numeri: quando passi tutto il tempo a pensare alle statistiche, è molto facile dimenticarti che sono delle persone a generarle. Utilizza anche delle tecniche di ricerca qualitativa: puoi trovare qualche spunto interessante qui.

Tra l’altro, se vuoi un compagno di avventure nel tuo percorso di raccolta ed utilizzo dei dati, il nostro blog è probabilmente un valido amico. Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato 😉

25 Giugno 2018

Indagine qualitativa: le persone dietro ai numeri

Oggi vediamo cos'è un indagine qualitativa e come questa ci parli delle persone dietro al data-driven marketing.

Se pensi che il data-driven marketing sia solo analytics ti stai sbagliando, e in questo articolo scoprirai perché. La ricerca e l’analisi dei dati non si esaurisce con l’analisi quantitativa: i dati non sono solo numeri. Vedrai infatti che la ricerca qualitativa è fondamentale per il data-driven marketing, scoprirai quando è necessario applicarla e i modi migliori per farlo.

Il data-driven marketing non è solo web analytics

Scommettiamo: passi la maggior parte del tuo tempo analizzando e interpretando numeri, vero? Passi da una dashboard all’altra di Google Data Studio, fai più accessi a Google Analytics che a Facebook e ormai Google Tag Manager è il tuo migliore amico. Quando passi tutto questo tempo a pensare ai numeri, è molto facile dimenticarti che sono delle persone a generarli. Questo è il momento in cui entra in gioco la ricerca qualitativa, o meglio: in cui dovrebbe entrare in gioco.

 

Ma facciamo un passo indietro: parliamo di data driven marketing.

Se il marketing sono tutte quelle operazioni che un’azienda mette in atto al fine di ottenere la fedeltà del cliente e quindi la sua conversione, è ovvio che se non si hanno dei dati a disposizione per stabilire come ottenere questi risultati, allora il marketing assume un notevole rischio di fallimento.

Quando si parla dell’entità “dati” generalmente si pensa al digital analytics: dati che sono quantificabili. Ma la ricerca qualitativa offre davvero molti dati: permette di andare a fondo, capire il comportamento dei consumatori e le ragioni di questo comportamento. In poche parole: se la ricerca quantitativa risponde alla domanda “cosa?”, la ricerca qualitativa risponde alla domanda “perché?”.

La ricerca qualitativa ti permette di entrare nella testa e nei processi mentali delle persone a cui stai cercando di vendere. Senza sapere cosa pensano, è il buio. Si possono fare ipotesi, ma non si possono testare. E se non si possono testare, non si possono misurare.

Perché fare un indagine qualitativa

Come abbiamo visto, se vuoi entrare nella testa dei tuoi consumatori e capire le ragioni che stanno dietro alle loro scelte, hai bisogno della ricerca qualitativa. Le interviste faccia a faccia e i focus group possono darti dei dati di alto valore sul tuo prodotto, il tuo mercato e le opinioni e motivazioni dei tuoi consumatori.

Devi fare ricerca qualitativa se non sai rispondere a queste domande:

  • Chi sono i tuoi consumatori?
    Conoscere il tuo target è fondamentale per la tua strategia di marketing, quindi se le tue idee sui tuoi consumatori non sono chiare ti consigliamo di leggere questi articoli su come creare un sondaggio per i tuoi consumatori e su come creare dei contenuti adatti al tuo pubblico.
  • Cosa pensano i consumatori rispetto al tuo prodotto o servizio? 
  • Come scelgono i prodotti tra l’offerta che si trovano davanti?
  • Quanto e come il branding, il design e il packaging li influenzano?
  • Quali messaggi hanno un maggiore impatto e cosa invece li mette in dubbio?
  • Quanto il prezzo influenza la scelta?
  • C’è domanda per il nuovo prodotto o servizio?

I vantaggi del data-driven marketing qualitativo sono molti, primo fra tutti quello di poter ottenere delle informazioni in tempo reale sul proprio target, sulle opinioni rispetto al proprio brand, ai propri prodotti e servizi.

Inoltre, come saprai ottenere la fedeltà dei clienti è ormai un punto fisso nelle strategie di marketing: comunicare con loro, chiedere come si trovano e stabilire una relazione è fondamentale.

Un buon marketer vede i consumatori come esseri umani completi, con tutte le sfaccettature proprie delle persone reali.
Jonah Sachs

Ma in pratica come si fa un indagine qualitativa?

Vedere le persone faccia a faccia è la via migliore per ottenere risultati affidabili. Quindi possiamo dirti con certezza che se quello che vuoi comprendere sono le loro motivazioni, le loro sensazioni e le loro opinioni, i metodi migliori sono due. Il primo sono le interviste faccia a faccia, il secondo sono i focus group.

Prima di tutto è importante chiarire un aspetto: ottenere dei risultati chiari dalla ricerca qualitativa può essere difficile. Alcune persone possono non tirare fuori i difetti e le loro titubanze per timidezza o per gentilezza, mentre altri potrebbero dominare la discussione.

Quindi è fondamentale scegliere la persona giusta per condurre le interviste o moderare il focus group: più la persona è esterna al business più i risultati saranno unbiased (senza errori) e più le persone si sentiranno a proprio agio ad esprimere le loro opinioni. Quindi, se fai parte di un’agenzia e devi fare il lavoro per un cliente, puoi anche essere tu (se ti senti pronto per un lavoro di questo genere), ma se sei parte dell’azienda cerca qualcuno di esterno e competente.

Le domande che puoi fare variano a seconda di cosa stai cercando, ma il linea di massima se si parla di un prodotto in vendita, dovresti partire da questi punti:

  • Questo prodotto è facile da usare?
  • A cosa serve secondo te?
  • Ti piace l’aspetto che ha?
  • Ti sembra migliore a quelli delle altre marche?
  • Ti piace il suo aspetto?
  • Secondo te il prezzo è giusto?

Andiamo ora a vedere le due tecniche accennate prima: le interviste qualitative e il focus group.

Cosa sono le interviste qualitative?

L'intervista qualitativa consiste in una conversazione tra un ricercatore ed un intervistato durante la quale in primo cerca di ottenere informazioni che ritiene importanti su cosa pensa e come agisce il secondo rispetto al fenomeno di ricerca.

Facile? Per niente. L’intervista è una delle tecniche più difficili (e più importanti) del metodo qualitativo.

Intervistare faccia a faccia, con una traccia predefinita, ma permettendo all'interlocutore di sviluppare il proprio discorso è sicuramente il metodo migliore. In questo modo potrai decidere la direzione da prendere senza che la tua intervista diventi un sondaggio a cui rispondere velocemente. Attraverso l’intervista potrai raccogliere informazioni utili per creare messaggi e strategie di marketing efficaci.

Più l’intervistato si sente a proprio agio più racconterà se stesso e dei suoi problemi che, con i nostri prodotti, potrà risolvere.

Cos'è il focus group?

Il focus group è una tecnica utilizzata soprattutto nelle scienze umane e sociali, in cui un gruppo di persone è invitato a parlare, discutere e confrontarsi nei confronti di un tema, di un concetto, di una pubblicità o di un prodotto.

Le domande sono fatte in modo interattivo e i partecipanti sono liberi di comunicare con gli altri membri e sono seguiti dalla supervisione di un moderatore. Questa tecnica nel marketing è importante per quelle aziende che vogliono sviluppare un nuovo prodotto o conoscere quello che i consumatori pensano su uno che è già sul mercato.

Conclusioni

Come avrai intuito, crediamo che i dati abbiano una enorme influenza sul successo delle strategie di marketing. E anche che la mancanza di accesso ai dati sia uno dei motivi fondamentali per cui i business non raggiungono i propri obiettivi.

Il tuo obiettivo con l'indagine qualitativa deve essere raggiungere l’equilibrio tra l’applicazione delle informazioni dei dati e la creatività tipica del marketing: solo in questo modo potrai lasciare il segno e ottenere risultati di successo.

Se hai domande o dubbi non esitare a contattarci!

4 Maggio 2018

Cos’è Facebook Analytics, come funziona e quali dati raccoglie

In questo articolo vedremo cos’è Facebook Analytics, quali sono i requisiti per poterlo usare, a cosa serve e quali sono i dati che raccoglie.

Innanzitutto, cos’è Facebook Analytics?

Facebook Analytics è uno strumento messo a disposizione dal noto social network che permette di capire come le persone interagiscono con il tuo sito e la tua pagina Facebook, le loro caratteristiche demografiche (sesso, età, reddito...) e psicografiche (ad esempio, quali pagine seguono).

Ad esempio, ti permette di visualizzare il tuo funnel di vendita, conoscere il lifetime value degli utenti, vedere come le tue strategie di promozione interagiscono fra loro. Tutto questo gratuitamente.

Quali sono le differenze tra Facebook Analytics e Google Analytics?

Se segui il nostro blog da un po', saprai che siamo grandi appassionati di Google Analytics. Probabilmente quindi ti starai chiedendo quali siano le differenze tra i due strumenti. A nostro avviso, le due piattaforme sono da usare insieme, non sono quindi da vedere come sostitute.

Google Analytics permette di avere una visione molto dettagliata del comportamento dei visitatori, con possibilità virtualmente infinite se si utilizza anche Google Tag Manager.

Se è vero che Facebook Analytics è per il momento uno strumento meno raffinato, ha però un grande vantaggio: si basa sul cookie più potente del web. Questo perché Facebook ha a disposizione informazioni molto dettagliate sui suoi utenti, e ci può quindi dare una grande mano nell'approfondire gli aspetti di profilazione dei visitatori.

C'è poi un altro aspetto da considerare a favore di Facebook: il tracking cross-device è molto più preciso rispetto a quello di Google. Questo perché se Mario Rossi utilizza lo smartphone e 3 computer diversi sarà sempre Mario Rossi per Facebook, mentre agli occhi di Google molto probabilmente sarà 4 persone diverse (nota 1).

Quali sono i requisiti per poter utilizzare Analytics di Facebook?

  1. Avere un sito web
  2. Avere il pixel di Facebook installato sul sito
  3. Avere gli Eventi di Conversione configurati e funzionanti

Ti consigliamo di configurare questi eventi:

  1. view content, per le landing page o le pagine di vendita
  2. lead, per esempio per le squeeze page, per sapere se i visitatori si iscrivono e si convertono quindi in potenziali clienti
  3. add to cart, per sapere se i visitatori aggiungono i tuoi prodotti al carrello e iniziano il processo di acquisto (questo ovviamente nel caso di un e-commerce)
  4. puchase, per sapere se acquistano e anche quanto è l’importo degli ordini.

Ora che sai cos'è Facebook Analytics, vediamo

Cosa posso fare con Facebook Analytics?

Per accedere a Facebook Analytics, devi entrare nel tuo business manager. Clicca sull’icona in alto a sinistra, si aprirà un menù a tendina. Trovi Analytics sotto Misurazione e Report.

Oppure puoi andare direttamente da qui www.facebook.com/analytics.

Una volta aperta, la Panoramica inizierà a prendere forma e ti darà tutte le informazioni di cui hai bisogno in forma di dashboard (devi solo dare un po’ di tempo perchè inizi a raccogliere abbastanza dati).

In questa dashboard hai una visione di insieme delle statistiche.

Se vuoi creare delle dashboard personalizzate, vai nella barra a sinistra, clicca Dashboard -> create a new dashboard -> dalle un nome -> aggiungi delle statistiche. Ma prima di creare le tua dashboard personalizzate, è utile che tu conosca le statistiche di cui puoi usufruire.

 

Le statistiche principali di Facebook Analytics

Vediamo adesso quali sono le sottosezioni che trovi nel menù a sinistra: ognuna ti dà delle statistiche diverse e la loro importanza dipende dalle tue domande e dai tuoi obiettivi.

Questa è la schermata “Panoramica”, qui trovi le metriche chiave, l’attività nelle ultime 24 ore, negli orari per tutti giorni della settimana e i dati demografici dei visitatori.

Dal menu sulla sinistra è possibile navigare tra le altre sezioni degli analytics, più o meno importanti a seconda dello strumento analizzato.

 

Vediamole:

 

1. UTENTI ATTIVI

Gli utenti attivi rappresentano il numero di persone che usano il tuo prodotto (ad esempio: app, sito Web, bot di Messenger).

2. FUNNEL

Questa schermata ci permette di vedere quante persone sono arrivate alla fine del nostro funnel, quali sono i punti in cui la maggior parte degli utenti si sono fermati e quanti non sono andati oltre il primo step.

Come puoi immaginare, questa funzionalità è molto importante nell’ottica di ottimizzazione dell’esperienza online degli utenti.

3. MANTENIMENTO

Questa sottosezione ti permette di sapere qualcosa sulla percentuale di persone che iniziano ad usare il tuo prodotto (app, sito, bot) e che continuano ad usarlo nel tempo. In base all’origine dell’evento che hai configurato precedentemente, questa sezione può includere diversi grafici che ti mostrano quanto un utente rimane attivo dopo la sua prima interazione con il tuo prodotto (il bot, il sito o la tua pagina).

4. COORTI

In questa sottosezione trovi informazioni su come si comportano diversi gruppi di persone nel corso del tempo. Una coorte di Facebook Analytics è un gruppo di persone che usano il tuo prodotto per eseguire la stessa azione. Questa funzione ti serve per capire il comportamento delle persone ed avere maggiori informazioni sul mantenimento degli utenti e sul lifetime value.

5. DETTAGLI

Qui puoi capire chi sta usando il tuo prodotto (come il tuo sito o la tua pagina) e in che modo lo usano. Puoi creare delle tabelle pivot con un massimo di tre parametri (come area geografica, genere, età, origine del traffico…) per avere delle informazioni dettagliate. Questa funzione può essere interessante se non hai le idee chiare sul tua audience e su chi sono le persone che interagiscono di più.

6. PERCENTILI

In questa sottosezione puoi vedere quali gruppi di persone sono più attivi e quali producono maggiore valore. I dati che vedi dipendono da come hai configurato Facebook Analytics, e potrebbero essere questi: invii dell’app, visualizzazioni della pagina, acquisti. Oppure puoi creare una cartolina personalizzata, ovvero un grafico personalizzato sugli eventi che registri.

7. LIFETIME VALUE

In questa sottosezione puoi vedere nel corso di settimane o mesi in quanto tempo i tuoi visitatori si convertono in clienti. Per misurare il lifetime value, Facebook Analytics considera i ricavi generati dagli utenti a partire da quando hanno iniziato a usare il prodotto (ad esempio la loro prima visualizzazione del sito. In questa immagine vedi un esempio di grafico e tabella di lifetime value.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cos'è Facebook Analytics, a cosa serve, quali sono i requisiti perchè funzioni e quali statistiche ci può fornire.

Se vuoi scoprire un interessante aggiornamento ecco un'articolo per te.

Piccolo consiglio: ricorda che questo strumento è un mezzo, non il fine! Prima di guardare le statistiche fatti delle domande: devi avere chiaro che cosa vuoi sapere, altrimenti rischi di perderti in mezzo a insight e analisi che potrebbero non servire per i tuoi obiettivi.

A presto!

Note

Nota 1: Google assegna uno UserID univoco per ogni accoppiata browser / computer. Quindi se una persona utilizza 3 browser diversi sullo stesso computer sarà identificata come 3 "utenti" diversi, a maggior ragione se utilizza dispositivi diversi (ad esempio, pc, smartphone e tablet). Questo problema può essere risolto in due modi:

  1. Se la persona utilizza sempre Google Chrome con login effettuato su tutti i suoi dispositivi
  2. Implementando il tracking degli UserID nei siti con login

9 Aprile 2018

Glossario di digital marketing

Sei nuovo nel mondo del digital marketing?  Ãˆ un settore che conosci, ma ti mancano alcuni concetti chiave? Questo è l’articolo che fa per te! Vedremo alcuni termini che sicuramente incontrerai quando si parla di marketing. Ti saranno utili anche se sei un freelance e devi dedicare una parte del tuo tempo a queste attività.

Eccoli!

A/B test

Call to action

Content marketing

Cookies

CRO

Data-driven marketing

Funnel

Target

User Experience

Web Analytics

Web Tracking

Web Usability

 

A/B test

L’A/B test è una tecnica sperimentale che mira ad ottimizzare il tasso di conversione degli utenti di un sito web. In cosa consiste? Si cambiano una o due variabili della stessa pagina web (immagini, call to action, testo, titolo, layout) e si testano le due versioni di questa pagina per verificare quale delle due ha generato un maggiore numero di conversioni.

Call to action

La call to action (CTA) è un elemento grafico inserito in una pagina web che invita il visitatore a compiere una determinata azione (per esempio la registrazione alla newsletter, eseguire un download, acquistare un prodotto). In genere la CTA è un bottone colorato, posizionato nei punti strategici della pagina web. I testi di accompagnamento sono generalmente: “acquista ora”, “scarica ora”, “iscriviti”.

 

Content Marketing

Se ne sente spesso parlare, ma che cos’è davvero? Il content marketing è un processo a step: prevede prima la creazione e poi la condivisione di contenuti con il fine di fidelizzare il proprio target e attrarre nuovi visitatori e clienti. Questi, non devono per forza avere un taglio pubblicitario: bisogna attirare l’audience con dei contenuti che siano interessanti.

Cookies

Probabilmente avrai già sentito parlare mille volte dei cookies, ma sai cosa sono? Il cookie è una stringa di testo che viene assegnata da un sito web a un client (il nostro device). Ogni volta che il client accede allo stesso sito web, il cookie fa sì che il sito web si “ricordi” di noi. In questo modo il cookie è utile per salvare le preferenze e ottimizzare l’esperienza online dell’utente.Dato che la materia ha implicazioni a livello di privacy, l’uso dei cookie è disciplinato da ordinamenti giuridici in Italia e negli altri paesi.

CRO

Sai che cosa significa CRO? La Conversion Rate Optimization è l’insieme di tecniche volte ad ottenere dei miglioramenti nel tasso di conversione dei siti web. Esistono molte tecniche che puntano a ottimizzare il tasso di conversione e si possono ricondurre a due tipi: analitiche/ diagnostiche e sperimentali. Alcuni esempi di tecniche analitiche/diagnostiche sono i test di usabilità di un sito o di una pagina, interviste ai consumatori e sondaggi. Alcune delle tecniche sperimentali sono l’A/B test e lo Split test multivariato.

Data-driven marketing

Il data driven marketing consiste nell’utilizzare i dati al fine di strutturare e analizzare le campagne. In sostanza è come fare ricerca scientifica sui dati, ma per il marketing. In questo modo le strategie per raggiungere gli obiettivi di business si possono basare su dei risultati empirici di analisi dei dati su cosa fanno i consumatori nel nostro sito, cosa guardano, che cosa preferiscono e così via.

Funnel

Il funnel, letteralmente “imbuto”, è il percorso (pensa un po’, a imbuto) che un utente percorre per raggiungere un obiettivo che riteniamo importante per il nostro business. Il funnel di vendita, o sales funnel, di cui vedi un esempio qui, rappresenta il percorso di un potenziale cliente da quando entra nell’imbuto (per esempio cliccando su un link) a quando diventa consumatore.


Target

Il target, la cui traduzione letterale è “bersaglio”, è l’audience a cui l’azienda si rivolge. Questo insieme di individui è accomunato da caratteristiche simili (età, genere, reddito, stili di vita, consumi, bisogni, interessi). Conoscere il proprio target è fondamentale per sviluppare le strategie di marketing.

User Experience

la User Experience o UX è l’esperienza che ricava l’utente quando si interfaccia con un prodotto o servizio online. Tutta la progettazione di un sito web, e-commerce e di una landing page dovrebbe seguire le linee guida per un’ottima user experience: si torna sempre dove si è stati bene! Una buona UX mette al centro le caratteristiche e i bisogni degli utenti.

Web Analytics

La web analytics è lo studio del comportamento degli utenti all’interno di un sito. Permette di capire chi visita il proprio sito, quando e per quanto tempo dura la navigazione, cosa viene ricercato maggiormente. Questa analisi avviene in due fasi: la prima è svolta tramite programmi di tracking che funzionano con i cookies. La seconda fase è quella di analisi dei dati raccolti. La web analytics permette di misurare le performance di un sito web e  di una campagna online ad esempio.

Web Tracking

Il tracking è cruciale nel marketing, qualcuno addirittura dice “if you aren’t tracking, you are not marketing”, e noi, Digital Pills, non potremmo essere più d’accordo. Per elaborare delle strategie che abbiano successo è necessario capire e analizzare il traffico di un sito web. Il web tracking consiste in diverse procedure e strumenti che si possono utilizzare per ottenere i dati di chi visita il sito, quali sono le pagine più visitate, quali sono le azioni più compiute.

Web Usability

La web usability è un vero e proprio metodo di progettazione. Il suo obiettivo è rendere il sito web amichevole e facile da usare per l’utente finale, che in questo modo si può muovere al suo interno con fluidità. È molto importante perché può produrre un aumento del tasso di conversione da semplice visitatore a consumatore.

Conclusione

Siamo giunti alla conclusione di questa panoramica sui termini più utilizzati nel web marketing. Se ti sono stati utili o se vorresti sapere altro sul mondo dell'online marketing lasciaci un commento! Se invece vuoi sapere qualcosa in più su Digital Pills, clicca qui.

13 Aprile 2017

Le tre regole fondamentali per indicizzare il tuo sito su Google

Non capisci proprio perché il tuo sito non esca fra i primi risultati di Google?

Oggi ti racconterò quello che ho capito lavorando nel mondo del marketing digitale, in particolare grazie alle esperienza maturate da Google e DigitasLbi durante il mio soggiorno parigino.

Un breve riassunto delle regole fondamentali per indicizzare al meglio il tuo sito

1/ Crea contenuti di qualità.
2/ Ottimizza il tuo sito dal punto di vista tecnico.
3/ Fatti conoscere, gratuitamente.

L'ottimizzazione dei risultati di ricerca, definita SEO (search engine optimization) è un processo molto complesso, che porta i risultati sperati solo in determinati casi. Oggi vedremo esclusivamente le regole base da sapere per fare in modo che il tuo sito/blog sia ottimizzato in modo che tu possa sfruttare al meglio le potenzialità dei motori di ricerca senza regalare soldi ai giganti del web. Non ti aspettare di vedere i risultati in 24 ore: è un processo molto lungo che va integrato alla tua strategia, come vedremo più avanti.
Non affronteremo in questo articolo nessun argomento sull'acquisto di spazi pubblicitari come ad esempio l'utilizzo di Google AdWords.

Nonostante l'ottimizzazione dei risultati di ricerca (da adesso in poi parlerò di SEO) sia gratuita per il tuo sito, per fare in modo che la tua attività emerga nelle prime posizioni delle pagine più visitate del web, sarà necessario affidarsi ad un'agenzia specializzata in SEO (esistono poche realtà in Italia realmente in grado di portare risultati) ed i costi cono relativamente alti, non aspettarti preventivi sotto i 10k €.

Ci sono però accorgimenti che puoi già iniziare a sviluppare e che sicuramente ti aiuteranno a migliorare la visibilità sul web, vediamo insieme le regole generali.

1. Crea contenuti di qualità

L'obiettivo di Google, Facebook e degli altri BIG del web è fornirti le informazioni che stai cercando. Per questo la creazione di contenuti di qualità ed innovativi è fondamentale. I sistemi di Google sono in grado di interpretare e capire il testo che scrivi e definire se è pertinente con le ricerche degli utenti, nel caso affermativo le tue pagine verranno messe in risalto, altrimenti nessuno le troverà.

QUINDI COME FACCIO A CREARE DEI CONTENUTI DI QUALITA'?

  • Definisci precisamente il tuo target di riferimento:
    • Sapresti descrivere le persone che visitano il tuo sito, la tua pagina Facebook?
    • Perché i tuoi clienti comprano il tuo prodotto?
    • Perché non comprano di più?
    • Quali sono i loro problemi, dubbi, esitazioni?

buyer persona seo

Parti dalle basi, identifica i problemi e le aspettative dei tuoi clienti e fornisci loro la SOLUZIONE. Se sbagli questo primo punto difficilmente chi vede il tuo sito avrà interesse a continuare a leggere e Google ti penalizzerà perché non considererà pertinenti i tuoi contenuti.

  • Nessuno legge tutto quello che scrivi. Scrivi in modo che il testo sia leggibile anche a pezzi.
    • Scrivi per il tuo target non per i tuoi amici
    • Utilizza elenchi puntati, grassetto, titoli
    • I concetti devono essere capiti senza che chi legge il tuo articolo debba necessariamente leggere tutto
    • Fai un riassunto all'inizio dell'articolo
  • Crea contenuti innovativi

Questa è la parte più importante di tutte perché Google e compagnia sono in grado di leggere, interpretare e capire se il tuo contenuto è all'altezza delle aspettative dei lettori.

E' dal 1996 che Bill lo ripete: "Content is King"

Non fare il furbo. Non copiare articoli già esistenti, crea articoli nuovi sfruttando le tue conoscenze e le aspettative del tuo target. Ripensa alla prima fase, immagina una persona reale a cui scrivere, dalle la soluzione che sta cercando.
Google penalizza drasticamente i contenuti copiati da altri siti. Considera che per scrivere un buon contenuto (articolo o pagina) servono almeno 3 ore.

  • Differenziati in modo intelligente
    • Scegli argomenti di nicchia. Se ad esempio hai un B&B sarà quasi impossibile che il tuo risultato esca nella ricerca Bed and breakfast, però potresti concentrarti su settori nicchia come ad esempio, Bed and Breakfast di lusso con piscina. Per avere un'idea del traffico di ricerca della nicchia che hai scelto puoi utilizzare questo strumento di Google gratuito.

2. Ottimizza il tuo sito dal punto di vista tecnico.

Ci sono alcune modifiche che puoi fare direttamente tu o chiedere al tuo sviluppatore di fare in poche ore. Questo documento di recap ti sarà utile per fare il check delle ottimizzazioni dal punto di vista tecnico. Ricordati che Google legge il testo non le immagini, è importante non avere delle pagine senza niente di scritto. Vediamo insieme i concetti fondamentali:

  • Assicurati che in ogni pagina ci sia del testo
  • Title tag. Ricordati di dare un titolo vero a tutte le pagine. Fai capire ai robot di Google ed a chi legge la tua pagina di quale argomento stai parlando. Ricordati di inserire le parole chiave di cui parlerai successivamente per aumentare la rilevanza del tuo titolo e migliorare di conseguenza l'indicizzazione. Per ogni argomento specifico scegli un titolo. Ad esempio se vendi orecchini in argento ed in oro crea due pagine, una per gli orecchini d'oro ed una per quelli argento.

esempio titolo SEO

  • Meta tag description. E' la descrizione che apparirà su Google, riassumi tramite parole chiave i concetti fondamentali che della pagina. Non è fondamentale ai fini SEO ma servirà a convincere le persone a cliccare sul tuo link. Per evitare che Google tagli la tua frase non scrivere più di 155 caratteri. Questo elemento va spesso modificato dal codice html.

esempio meta tag seo

  • Inserisci una sitemap, aiuterà i robot di Google a navigare all'interno del tuo sito. Più informazioni sul supporto di Google.
  • Tag heading. Fai capire a Google quali sono gli argomenti principali della pagina. Quando devi inserire un titolo o un sottotitolo usa i tag appositi (h1, h2, h3, etc) al posto di ingrandire il carattere.

esempio tag heading

  • Aggiungi il testo alternativo alle immagini (alt). I robot di Google non capiscono quale sia il contenuto delle immagini, inserire il testo alternativo li aiuterà a capire che cosa stai mostrando e migliorerà il tuo posizionamento.

esempio di testo alternativo SEO

  • Gli URL devono essere comprensibili. Evita caratteri strani

Non

URL sito web SEO

 

Ma,

esempio url corretto SEO

  • Codice. Chiedi al tuo sviluppatore di ridurre al minimo l'uso di javascript/ajax. Fai in modo che il rapporto testo/codice sia il più alto possibile.

Fatti conoscere gratuitamente

  • Link da siti esterni. Crea contenuti che possano essere condivisi da blogger, giornalisti o società che operano nel tuo settore. Maggiori saranno i link che da siti esterni rimandano verso il tuo maggiore sarà il punteggio che ti verrà attribuito da Google. Il gigante del web prende in considerazione anche l'importanza della pagina che condividerà il link al tuo sito. Maggiore è l'autorevolezza della pagina più alto sarà il tuo score. Il massimo dell'autorevolezza è riservata ai siti della pubblica amministrazione, chiama Razzi e chiedigli di "linkare il tuo sito".

  • Guest blogging. Consiste nello scrivere un'articolo su di un blog non tuo. Il vantaggio per loro sarà un nuovo contenuto innovativo, per te maggiore visibilità, win-win situation. Cerca blog che trattino argomenti del tuo settore e che propongano questo tipo di pratica.
  • Commenta. Iscriviti a gruppi su Facebook, su Linkedin, cerca forum di settore e commenta. Mi raccomando non spammare mettendo link a caso al tuo sito, cerca di rispondere alla domande in modo esaustivo dando un vero valore aggiunto per chi legge la tua risposta. A quel punto potrai aggiungere il link al tuo sito senza che venga identificato come spam.
  • PR. Sicuramente il modo più veloce per attrarre l'attenzione sul tuo sito. C'è un doppio vantaggio perché saranno dei giornali (link esterni con molta autorevolezza) a parlare del tuo sito, questo ti porterà:
    • traffico
    • credibilità nei confronti di Google e quindi migliore indicizzazione.
      Leggi questo articolo su come trovare le email dei giornalisti
  • Apri un account su Google My Business. Oltre a fornire tutte le informazioni della tua società direttamente nella schermata di Google quando un utente ricerca il nome della tua attività, questo tool ti permetterà di apparire fra i risultati delle ricerche per locali. Ad esempio cercando Bar Torino, Google ci fornisce come primi risultati quelli di My Business.

 

Ora dovresti avere tutti gli elementi per ottimizzare al meglio il tuo sito e migliorare la tua visibilità sul web.
In bocca al lupo,
Stefano

 

11 Aprile 2017

La Guida Completa Per Lanciare Una Campagna Promozionale su Facebook – Vol. 2

Eccoci al secondo appuntamento con la guida pratica per lanciare una campagna promozionale su Facebook. Se ti sei perso la prima puntata la trovi a questo link.
Dopo aver scelto l'obiettivo e definito la audience di riferimento, è il momento di decidere dove verranno visualizzati gli annunci e quanto vorremo spendere.

5. Il placement, ovvero dove saranno pubblicati i tuoi annunci

È importante sapere che tramite il pannello di Facebook è in realtà possibile creare annunci anche su Instagram e Messenger. A seconda dell'obiettivo che abbiamo scelto al punto 3, avremo a disposizione 7 placement diversi per il nostro annuncio. I principali sono:

Feeds: l'annuncio per eccellenza, quello che compare nella colonna centrale degli utenti quando accedono al social network.

Instant articles: il tuo ad sarà visualizzato all'interno degli instant articles, il nuovo formato proprietario di Facebook per la pubblicazione degli articoli. A questo link puoi trovare maggiori informazioni.

In-stream videos: se come obiettivo della tua campagna hai scelto video views, brand awareness o post engagement il tuo annuncio potrà essere visualizzato come inframmezzo di video live o non live (stile"pubblicità" classica). Come specifica Facebook in questo articolo, gli annunci sono impostati per interessi; quindi utenti che vedono lo stesso video potranno visualizzare annunci diversi in base ai propri interessi.

Right column: nella colonna che vedi a destra quando accedi al tuo profilo Facebook.

Audience network: la rete di partner (soprattutto app iOS e Android).

Instagram e Messenger: rispettivamente la piattaforma di immagini di Facebook e quella per lo scambio diretto di messaggi.

Ricapitolando, in base alla tua strategia e all'obiettivo dei tuoi annunci potrai scegliere i posizionamenti migliori per la tua campagna. Smarcato questo punto, potrai passare all'impostazione del budget.

6. La gestione del budget

Per prima cosa ti sarà chiesto se impostare un budget giornaliero o lifetime, cioè per tutta la durata della campagna. Tieni a mente che il budget minimo giornaliero è di 5€ per ad set (se non ti ricordi cos'è un ad set vedi il punto 2 nella prima parte di questa guida). Se opterai per un budget lifetime, dovrai anche impostare la data di termine della campagna.

Successivamente dovrai impostare altri parametri un po' più avanzati. Se è la tua prima volta con Facebook ads ti consigliamo di lasciare selezionate le opzioni di default.

7. Crea il tuo annuncio

A questo punto (finalmente!) puoi creare l'annuncio vero e proprio, quello che vedranno gli utenti. Al momento sono disponibili 5 formati diversi, tra i quali puoi scegliere sulla base degli asset grafici a tua disposizione. È sempre consigliabile creare almeno 2/3 versioni dello stesso annuncio, Facebook si occuperà di selezionare quella più efficace per il target che hai definito.

In generale è bene tenere a mente due principi:

a) La qualità paga

Sia per i video, che per le immagini è importante utilizzare risorse di buona qualità. Dimenticati le immagini di stock con businessman sorridenti, e anche gli omini bianchi 3D, che fanno molto anni '90:

Se non hai a disposizione un dipartimento grafico o dei fotografi, non disperare. Siti come pexels.com (in inglese) potranno aiutarti a trovare immagini ad alta qualità libere da copiright, che potrai utilizzare senza preoccupazioni.

b) Rispetta le linee guida

A giudicare da quello che si vede pubblicare, molte persone non sono a conoscenza che ogni formato di Facebook ha dei requisiti di dimensione. Ad esempio, sapevi che le dimensioni raccomandate per le immagini preview degli articoli sono 1200x628?

A questo link trovi un'infografica completa con tutte le dimensioni raccomandate: rispettale per evitare brutte sorprese.

8. Analizza i report e ottimizza la strategia

Dopo aver lanciato gli annunci il tuo lavoro... è appena cominciato. Non penserai di startene con le mani in mano ad aspettare che il tuo budget si esaurisca, senza ottimizzare la tua strategia? Non ci stancheremo mai di ripetere che l'unico marketing che funziona è quello guidato dai numeri.

Fortunatamente Facebook mette a tua disposizione una miriade di dati, forse addirittura troppi se non sai cosa andare a cercare. Su questo argomento potremmo scrivere interi articoli (a proposito, cliccando su questo link puoi richiederne uno), ma oggi ti consigliamo questo approccio molto semplice che può portare a ottimi risultati.

Per prima cosa, accedi all'advert manager o al power editor. Entra quindi nella campagna che ti interessa, e all'interno della schermata che di aprirà seleziona l'ad set che ti interessa e clicca sulla tendina "breakdown". Scegli quindi una metrica, ad esempio sesso o età:

In questo modo potrai vedere quale categoria di utenti ha reagito meglio al tuo annuncio, e di conseguenza restringere ulteriormente la tua audience. Ad esempio, se in prima battuta avevi impostato come target uomini e donne di almeno 25 anni, grazie a questa funzione potresti scoprire che la categoria che risponde meglio al tuo annuncio sono le donne tra i 25 e i 35 anni.

A questo punto potrai modificare le impostazioni del tuo ad set, in modo da concentrare gli sforzi ed il budget sulla categoria di persone più reattive.

ATTENZIONE: Prima di fare qualsiasi ragionamento di ottimizzazione assicurati di avere una mole di dati sufficiente per giungere a conclusioni con un minimo di significatività statistica.

Bene, adesso hai tutte le informazioni che ti servono per lanciare la tua prima campagna. In bocca al lupo!

4 Aprile 2017

La Guida Completa Per Lanciare Una Campagna Promozionale su Facebook

Oggi si fa un gran parlare dei social come strumento di comunicazione, ma quali sono le cose che devi sapere prima di lanciare una campagna promozionale su Facebook, il social network più utilizzato in Italia?

Oggi ti guideremo nella prima parte di questo processo. Abbiamo infatti deciso di dividere l'articolo in due parti, per darti il tempo di "metabolizzarne" i numerosi contenuti. Prima di cominciare, ecco un riassunto veloce:

Parte 1

  1. Come si crea una nuova campagna?
    Facebook mette a disposizione quattro strumenti diversi: il bottone "boost post" sotto ad ogni post (sconsigliato, vedremo perché); l'advert manager, consigliato per gli utenti intermedi; il power editor, il pannello per gli utenti avanzati; la app "inserzioni", per monitorare gli ads anche da smartphone e tablet.
  2. Qual è la struttura delle campagne?
    Le campagne hanno una struttura "ad albero". Il primo livello è appunto la campagna, dove viene definito l'obiettivo (v. punto 3). Il secondo livello si chiama ad set, dove vengono impostati il budget e il pubblico di riferimento; il terzo sono gli ad veri e propri, il contenuto che vedrà l'utente sul suo wall. Ogni campagna può avere sotto di sé più ad set, e ogni ad set può contenere più ads.
  3. Prima di iniziare: scegli il tuo obiettivo
    Al momento sono disponibili 11 obiettivi diversi. I principali sono brand awareness, reach, traffic, engagement e conversions: ognuno ha le proprie peculiarità, che andremo ad analizzare nella sezione specifica.
  4. Definisci la tua audience di riferimento
    Il punto più importante, che può decretare il successo o il fallimento della tua campagna, è la scelta del target giusto. Chi visualizzerà i tuoi annunci? Vale la pena riflettere bene prima di smarcare questo punto.

Parte 2

  1. Il placement, ovvero dove saranno pubblicati i tuoi annunci
    Facebook mette a disposizione 7 placement (posizionamenti) diversi per i tuoi annunci, selezionabili in base all'obiettivo scelto nel punto 3.
  2. La gestione del budget
    Il budget per la campagna può essere giornaliero oppure lifetime, per tutta la durata della campagna. Se si sceglie l'ottimizzazione per click, il budget minimo che può essere impostato è di 5€ al giorno per ad set.
  3. Crea il tuo ad
    Al momento sono disponibili 5 formati diversi, tra i quali puoi scegliere sulla base degli asset grafici a tua disposizione. È sempre consigliabile creare almeno 2/3 versioni dello stesso annuncio, Facebook si occuperà di selezionare quella più efficace per il target che hai definito.
  4. Analizza i report e ottimizza la strategia
    In questa sezione vedremo un metodo semplice quanto efficace per ottimizzare in poco tempo le tue campagne.

1. Come si crea una nuova campagna?

A seconda del tuo livello di conoscenza, Facebook mette a disposizione diversi strumenti per la gestione delle campagne. Vediamo quali sono i principali e come utilizzarli.

Il bottone "promuovi post"

Se gestisci una pagina Facebook probabilmente avrai notato il bottone blu sotto ad ogni post che ti invita ad attivare una nuova promozione. Con pochi click è possibile far partire una nuova campagna. Tutto molto bello, ma assolutamente sconsigliato. Utilizzare questo metodo presenta infatti due grandi problemi:

  • Per rendere il processo semplice e veloce, sono state rimosse molte delle opzioni più importanti che vedremo di seguito.
  • La semplicità nel creare gli annunci potrebbe indurre i meno esperti ad attivare nuove campagne con troppa leggerezza, sprecando il proprio budget.

Sì, esistono casi in cui questo processo può tornare utile (ad esempio per promuovere un post tra i fan della propria pagina), ma non lo analizzeremo in questa sede. Se sei alle prime armi con le campagne Facebook lo strumento consigliato è l'advert manager.

L'advert manager

Questo è il pannello "intermedio" che mette a disposizione l'azienda di Zuckerberg, e che offre molte delle funzionalità che ti serviranno per mettere in pratica questa guida. Per accedervi, clicca su questo link dopo aver effettuato l'accesso a Facebook.

Il power editor

Se pensi che Facebook diventerà in futuro un canale di promozione importante, ti consigliamo di utilizzare fin da subito il power editor. È vero, tra tutti gli strumenti messi a disposizione questo è il più complesso, ma anche quello che ti offrirà maggiori possibilità.

C'è poi un altro punto importante da tenere in considerazione: essendo il pannello da "professionisti", tutte le nuove funzionalità sono sempre disponibili in anteprima per gli utenti power editor. Avrai quindi a tua disposizione le ultime novità.

Per accederci puoi cliccare direttamente su questo link, dopo aver effettuato l'accesso a Facebook.

La app "inserzioni"

Per i professionisti sempre in movimento, è disponibile anche una app per dispositivi iOS (iPhone e iPad) scaricabile dall'Apple Store. Si chiama "Inserzioni", e permette di gestire e monitorare le proprie campagne anche da mobile.

Questa può essere un'ottima soluzione per non perdere di vista l'andamento delle proprie promozioni, ma a nostro avviso non può sostituire l'advert manager o il power editor utilizzati dal buon vecchio desktop / laptop.

I pannelli di terze parti

Per gli utenti più avanzati, con esigenze specifiche, esistono strumenti (a pagamento) che permettono di ottimizzare ulteriormente la gestione degli annunci.

I più famosi sono Nanigans, Adespresso e Qwaya.

2. Qual è la struttura delle campagne?

Questo è il concetto teorico più importante da conoscere, per evitare di perdersi nella giungla degli ads Facebook. La struttura delle campagne è sostanzialmente ad albero, con tre livelli fondamentali:

La campagna -> È il primo livello, il ramo principale. A livello di campagna è deciso l'obiettivo (v. punto numero 3 qui sotto).

L'ad set -> Ogni campagna può avere uno o più ad set "figli". A livello di ogni ad set si definisce il pubblico (audience target), il budget e la durata delle promozione.

Ads -> Sono gli annunci veri e propri, quelli che vedrà l'utente sul suo wall o su Instagram. Ne esistono di diversi tipi, e li andremo ad analizzare dopo.

Esempio pratico:

L'azienda di abbigliamento Digital Pills Wear vuole lanciare una promozione per i saldi di gennaio. Per prima cosa crea una campagna Facebook con obiettivo "click al sito" (vedremo dopo cosa significa) per promuovere un giubbotto da sci.

La campagna -> Imposta come obiettivo click al sito web e inserisce l'indirizzo di destinazione della pagina prodotto (ad esempio questa pagina).

L'ad set -> Sceglie di creare tre adset diversi, su cui varia il budget e l'audience di destinazione:

  1. 150€ sui visitatori del proprio sito web negli ultimi 60 giorni
  2. 300€ sui clienti dell'ecommerce: chi ha comprato almeno un prodotto nell'ultimo anno
  3. 200€ sulla lookalike dei visitatori del sito web (vedremo dopo cosa significa) negli ultimi 180 giorni

Ads -> Ogni pubblico definito negli ad set sarà collegato a una o più varianti dell'annuncio. Ad esempio i clienti dell'ecommerce vedranno questa versione dell'annuncio:

Mentre chi non conosce già l'azienda Digital Pills Wear vedrà una versione leggermente diversa dell'ad:

Ovviamente le variabili che possono essere modificate sono moltissime, ma in questo caso abbiamo solamente cambiato parte del testo, in modo che sia più rilevante per chi ci legge.

3. Scegli il tuo obiettivo

Questo è uno dei punti più importanti. Prima di iniziare, devi avere ben chiaro l'obiettivo strategico della tua campagna, e come Facebook può aiutarti a raggiungerlo.

Per prima cosa, clicca sul bottone verde "create advert" all'interno del tuo pannello inserzionista. La prima schermata che vedrai sarà simile a questa:

Questi sono gli 11 obiettivi che al momento Facebook mette a disposizione. Ognuno ha caratteristiche peculiari, ma oggi ti presenteremo i cinque principali:

Brand Awareness: Con questo tipo di campagna si punta ad aumentare la fan base (il numero di "mi piace") della propria pagina. Verrà mostrato un annuncio dove la principale call to action (CTA) è mettere "mi piace" alla pagina.

Reach: Scegliendo un obiettivo di tipo reach, Facebook cercherà di mostrare l'annuncio a tutte le persone nel pubblico di riferimento (compatibilmente con il budget). Per esempio, può essere utile nel caso in cui si voglia promuovere un evento tra i fan della propria pagina.

Traffic: Uno dei più utilizzati. L'obiettivo è generare click al sito web, e quindi portare visitatori o lettori sulle nostre pagine.

Engagement: Questa campagna serve a creare engagement (like, share, commenti) sui tuoi contenuti. Sostanzialmente è uguale alla campagna "traffic", con l'unica differenza che verrà mostrata prima agli utenti che normalmente sono più propensi ad interagire con i contenuti.

Conversions: [concetto avanzato] Se il tuo account è collegato ad un conversion pixel di Facebook, la campagna sarà ottimizzata in modo da minimizzare il cost per conversion.

Se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio di iscriverti alla nostra newsletter indicando come interesse "Facebook Advertising": ti aggiorneremo su tutti le novità sull'argomento.

4. Definisci la tua audience di riferimento

Dopo che hai scelto l'obiettivo della tua campagna, è il momento di chiarire un punto altrettanto importante: chi vedrà i tuoi annunci. La scelta del target corretto può fare la differenza tra una campagna di successo e una mal riuscita.

In generale, vale quasi sempre il principio dei cerchi concentrici:

Tanto più il pubblico di riferimento è vicino alla tua azienda tanto più è sarà reattivo ai tuoi contenuti, e quindi ti meno ti costerà raggiungerlo. Per questo funziona tanto bene il concetto del content marketing: attira la tua audience di riferimento con contenuti interessanti, fidelizzala e POI vendile i tuoi prodotti o servizi.

Tenendo in conto questo importante principio, si configurano due casi possibili:

a) Se hai una pagina Facebook attiva: Utilizza questa miniera d'oro per iniziare a promuovere i tuoi contenuti. Ti costerà molto meno, e sarà un'ottima base di partenza per iniziare a capire cosa funziona e cosa no. Se hai abbastanza dati, inizia a studiare il tuo pubblico con l'utilissimo (e spesso sconosciuto) strumento dell'audience insights di Facebook.

Se invece vuoi utilizzare il traffico del tuo sito web, devi assicurarti di aver installato correttamente il pixel di monitoraggio di Facebook. Anche su questo argomento pubblicheremo presto un articolo, iscriviti alla nostra newsletter per riceverlo.

b) Se parti da zero (o quasi): Come tutte le tue attività di marketing, anche la promozione su Facebook dovrebbe partire da una conoscenza approfondita del tuo cliente-tipo. Prima di continuare, assicurati di aver ben stampato in mente l'identikit di questa persona.

In fase di creazione degli ad set, Facebook ti permetterà di identificare il tuo target sulla base di numerose variabili. Le principali sono: età, sesso, interessi (like alle pagine), nazione/regione/comune di residenza, comportamenti online, e molti altri. Anche questo è un argomento che merita un approfondimento a parte, che pubblicheremo presto.

Bene! Siamo arrivati alla fine della prima parte di questa guida. Vai alla seconda parte.

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21 Marzo 2017

Instagram for Business – 5 consigli pratici

Ogni giorno siamo bombardati da migliaia di annunci pubblicitari di cui faremmo volentieri a meno. I brand più all'avanguardia hanno capito già da diversi anni che per interagire con i propri clienti bisogna creare contenuti innovativi e fare in modo che siano loro a cercarci.

Ecco perché Instagram diventa uno strumento fondamentale! In questo articolo Andrea ed io vi illustreremo 5 consigli pratici su come utilizzare al meglio questo potentissimo social network, proprio come @baddiewinkle

1. Scegliete un posizionamento inconfondibile

Come ci mostra la nostra amica Baddie è fondamentale avere un buon posizionamento, anche se eccessivo, l'importante è che sia coerente. Le persone vi seguiranno per i vostri contenuti e sicuramente non potrete accontentare tutti, quindi scegliete una bella storia da raccontare e iniziate a postare foto.

@followmeto ad esempio ci racconta di viaggi, ci trasporta con la sua mano in giro per il mondo con uno stile inconfondibile.

2. L'impaginazione è fondamentale

Il popolo di Instagram è molto attento alla coerenza ed all'impaginazione del vostro account.
@casbia Ã¨ un perfetto esempio di come creare delle pagine belle da vedere. Notate che le scarpe sono pubblicate 3 a 3 sempre con lo stesso sfondo. Questi piccoli accorgimenti vi aiuteranno ad acquisire molti follower.

3. Consigli pratici: piacciono sempre

Johnny e Joanna vendono "letter board", lavagne sulle quali scrivere ciò che più ci piace. Nella loro pagina condividono ogni giorno consigli su come utilizzare il loro prodotto. @letterfolk

Un altro ottimo esempio è rappresentato da @califiafarms che ci spiega come fare un perfetto caffè macchiato con i loro prodotti.

4. Interagite con i follower: saranno loro i vostri commerciali

Uno dei migliori esempi è rappresentato da @kayla_itsines. Kayla vende corsi di preparazione atletica online: una serie di esercizi da seguire ogni giorno, che si possono fare in casa.
La personal trainer ha identificato il suo target in modo perfetto (ragazze che vogliono dimagrire) ed utilizza proprio i suoi clienti per dimostrare l'efficacia del suo prodotto. Vanta 6,6 milioni di follower molto attivi.

5. Create un concorso a premi

Si, è possibile anche creare dei concorsi su Instagram per incitare i follower a condividere la vostra iniziativa con i loro amici. Un buon esempio è @tensile 

BONUS. Utilizzate gli #hashtag

Instagram a differenza di Facebook per il momento mostra i contenuti che inserite a tutti senza bisogno di pagare. Gli utenti della vostra piattaforma potranno trovare le vostre foto semplicemente cercando i loro hashtag preferiti.

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21 Marzo 2017

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