Dopo aver visto nello scorso articolo che cos’è una dashboard e a che cosa serve, oggi vogliamo parlarti di alcuni criteri e linee guida da seguire per poter mettere in evidenza e mostrare i tuoi dati al meglio.

Come già sai, una dashboard è uno strumento che aiuta l’utente a scoprire, visualizzare e capire i dati sottostanti, ovvero quelli che espone graficamente. Questi dati possono essere di qualsiasi natura, a partire da quelli di Google Analytics fino a quelli di Google Adsense, Facebook, Twitter, e una miriade di altre fonti.

La dashboard è uno strumento dinamico, dove l’utente può anche interagire, ad esempio applicando dei filtri per vedere più nel dettaglio le informazioni di cui ha bisogno.

Per partire con il piede giusto, prima ancora di vedere quali sono le caratteristiche di una dashboard perfetta, devi avere chiari gli obiettivi, rispondendo a queste 4 domande: 

  1. Per chi crei la dashboard?
  2. Perché crei questa dashboard? 
  3. Verrà utilizzata una volta sola o periodicamente?
  4. Di quali fonti dati hai bisogno?

Solo dopo puoi iniziare a pensare alla struttura e progettare uno schema.

Dato che una dashboard è generalmente un insieme di numerose visualizzazioni, in base alla quantità e alla complessità dei dati che devi inserire, una volta che hai definito l’ordine in cui presenti i dati, non ti resta che definire le visualizzazioni.

Se lavori sulle visualizzazioni seguendo le indicazioni che stiamo per fornirti, avrai di conseguenza una dashboard impeccabile, capace di trasmettere informazioni in modo facile e veloce a chi la guarda.

Partiamo!

I 4 (+1) must per una visualizzazione perfetta

Prima ancora di vedere le 4 caratteristiche che rendono le visualizzazioni della tua dashboard perfette, ce n’è una talmente importante che dev’essere praticamente implicita: l’efficacia.

Anche a discapito della semplicità, il grafico scelto per la tua visualizzazione dev’essere il migliore per quello che si vuole raccontare.  Se ha da raccontare una storia complessa, lo deve fare nel modo più efficace possibile, dando informazioni chiare e facendo capire il messaggio a chiunque.

Ecco un esempio:

Questo grafico racconta di un problema enorme: il riscaldamento globale. Mostra l’andamento della temperatura ed il grado di incertezza, prima e dopo l’inizio delle misurazioni sistematiche. Non è un grafico minimal né un grafico troppo bello, ma è efficace, perché presenta un problema complesso ed espone i dati in modo chiaro.

Speriamo che tu abbia capito il concetto. L’efficacia deve stare alla base di qualsiasi visualizzazione tu voglia creare.

Veridicità.

Questa è la prima caratteristica per un grafico perfetto. I dati sottostanti non devono essere ingannevoli e non devono essere presentati in modo da facilitare un’interpretazione sbagliata. Infatti per rendere “bugiardo” un grafico non per forza bisogna toccare i dati alla fonte, basta solo presentarli in modo inappropriato.

Ecco un esempio per capire meglio:

Se in un’azienda nel mese di marzo viene sostituito il direttore marketing, per vedere alla fine dell’anno se il nuovo ha fatto meglio o peggio, non basta prendere il dato inerente le sessioni sul sito (supponendo che questo venga usato come parametro di valutazione) di tutto l’anno ed attribuire al vecchio direttore il numero di sessioni ottenuto fino a marzo, e al nuovo il numero di sessioni da marzo a dicembre, perché in un arco di tempo maggiore è ragionevole che il nuovo direttore abbia portato più sessioni. Sarebbe invece meglio presentare il numero di sessioni mese per mese, considerando così in modo più oggettivo l’operato del vecchio direttore fino a marzo e quello del nuovo da lì in poi.

Funzionalità.

Per l’utente che fruisce della dashboard, la visualizzazione deve essere facile da interpretare, quindi devi scegliere il grafico giusto per la situazione corretta.

Se, a titolo d’esempio, si hanno tante variabili da rappresentare, è sconsigliato usare i grafici a torta, perché molto confusionari e difficili da interpretare, l’utente fa fatica a capire il messaggio. Nel rappresentare le fonti delle sessioni, che sono ben più di 2, è molto meglio usare un grafico a linee. Questo da anche la possibilità di evidenziare un particolare canale, o dato specifico, che interessa ed il suo andamento.

Insightfulness.

Una visualizzazione che si rispetti fa sì che chi la guarda “porti a casa qualcosa”.

I grafici devono trasmettere un qualche tipo di informazione, o almeno un’idea, e avere un significato. I numeri non bastano, ma devono trasmettere un messaggio. I dati devono parlare, in modo così chiaro da lasciare l’utente impressionato potenzialmente.

In questa immagine, a sinistra un grafico che mette in relazione le sessioni ed i nuovi utenti in due mesi dell’anno diversi, poco informativo e poco utile, e a destra un grafico che mette in relazione il livello di ricchezza con l’aspettativa di vita nei vari continenti del globo. Una visualizzazione che racconta da sola un’intera storia.

Bellezza.

Spesso questa caratteristica è sinonimo di chiarezza.

L’informazione che vuoi raccontare dev’essere facilmente fruibile. A partire dai colori, dalla grandezza delle scritte e dalla loro posizione, pensa la visualizzazione come essenziale e funzionale all’obiettivo che hai. Togli tutto quello che è possibile togliere, sia a livello testuale che a livello grafico.

Quest’immagine parla benissimo

In un finale, una visualizzazione costruita seguendo tutti questi criteri non può che essere Illuminante.

L’utente deve poter cambiare modo di pensare riguardo l’argomento. Quindi non solo recepire il messaggio e capire i dati che gli vendono comunicati, ma possibilmente porsi delle domande e trovare delle soluzioni al problema in questione ispirandosi a quello che gli viene mostrato.

Conclusioni

Ogni volta che pensi e lavori ad una Dashboard, chiediti se le visualizzazioni che la compongono rispettano le caratteristiche di cui abbiamo parlato sopra, o se le rispettano almeno in parte.

Più tieni conto di queste linee guida quando crei una visualizzazione, maggiore sarà l’efficacia del tuo lavoro.

Una dashboard deve presentare informazioni in modo rapido, possibilmente istantaneo, e anche nel caso di lavori molto complessi, dove ci sono applicati filtri o segmenti, chi fruisce di questa non dovrebbe fare più di un paio di click per poter vedere quello di cui ha bisogno.

Come anche accennato all’inizio, ogni visualizzazione deve avere il grafico adatto. Nel nostro corso di Data Visualization con Google Data Studio abbiamo approfondito molto questo discorso, mostrando come per i vari campi di lavoro ci siano tipologie di grafici più adatti di altri.

Combinando le informazioni trovate nel corso con quelle di questo articolo, diventerai assolutamente un/a pro della data visualization !

Se hai domande Contattaci, saremo felici di aiutarti 🙂