Grandi novità in casa Google Analytics: in questi giorni è stato messo a disposizione un nuovo report “probabilità di conversione”, che sfrutta i potenti algoritmi di Google per fornire indicazioni sulla probabilità di conversione dei visitatori degli ecommerce.

Dove si trova il rapporto probabilità di conversione su Google Analytics?

Dopo aver effettuato l’accesso a GA (analytics.google.com), clicca sul menu a sinistra e seleziona le voci Pubblico > Comportamento > Probabilità di conversione:

Perché non vedo il rapporto probabilità di conversione dentro Analytics?

Essendo basato su di un algoritmo di machine learning, questo report ha bisogno di una grande quantità di dati per essere generato. Sono infatti necessari tre requisiti perché questo report sia disponibile all’interno del tuo account Analytics:

  • Aver implementato il tracking e-commerce (standard o avanzato)
  • Disporre di almeno 1000 transazioni al mese
  • Una volta raggiunta la soglia iniziale delle 1000 transazioni, Analytics deve avere a disposizione 30 giorni di dati

Insomma, si tratta di una funzionalità rivolta ai siti web con un certo volume di traffico. D’altro canto, come ricordiamo sempre, l’ottimizzazione con A/B testing ha senso solo se si ha a disposizione un traffico consistente. Per i siti con pochi visitatori (meno di 50-100 mila utenti / mese) è preferibile utilizzare altre tecniche, come ad esempio i sondaggi e le analisi qualitative.

Al momento purtroppo questo report prende i dati soltanto dalle transazioni e-commerce, e quindi ad esempio non può essere utilizzato da un’azienda B2B che ha come obiettivo di conversione la lead generation.

Come si interpreta questo rapporto?

Ecco un esempio di report generato per un portale di ecommerce:

La probabilità di conversione è calcolata per i singoli utenti, a partire dai dati storici analizzati dall’algoritmo di Google.

Ad esempio nel periodo selezionato questo portale di ecommerce ha registrato 154284 sessioni. Nella tabella presente nella parte alta queste sessioni sono suddivise per gruppi di probabilità:

Quindi possiamo vedere che (secondo l’algoritmo di Google) in questo periodo il 79% delle sessioni (ovvero 122017) aveva una probabilità di conversione molto bassa, mentre soltanto lo 0,2% delle sessioni (ovvero 372) era molto probabile che convertissero.

Nonostante le previsioni di Google però, di queste 372 sessioni soltanto 40 hanno generato delle reali conversioni.

Come posso usare questi dati?

L’aggiunta di questo nuovo report introduce opportunità interessanti all’interno di Google Analytics. Una di quelle che a nostro avviso potrebbe rivelarsi un punto di svolta è la possibilità di creare dei segmenti a partire dalla metrica probabilità di conversione:

Ad esempio (se abbiamo abbastanza dati) potremmo creare un segmento di utenti classificati come “ad alta probabilità di conversione” e analizzare il loro comportamento rispetto a tutti gli altri. Potremmo farci domande del tipo:

  • Quali sono i percorsi di conversione più efficaci?
  • Quanti utenti con alta probabilità di conversione riesco ad acquisire da un determinato canale?
  • Esiste una correlazione tra l’iscrizione alla newsletter e la probabilità di diventare un cliente?

Oltre all’analisi dei flussi di traffico per migliorare il tasso di conversione del proprio sito, nella documentazione ufficiale Google suggerisce anche di sfruttare questi segmenti per creare campagne di remarketing su Adwords o DoubleClick. Un buon modo per cercare di portare acqua al proprio mulino 🙂

Conclusione

Questo nuovo report di Google Analytics è sicuramente interessante, ma non si rivolge a tutti i siti web perché ha due restrizioni importanti:

  1. Necessita dell’implementazione dell’ecommerce standard o avanzato. Per verificare se è attivo sul tuo sito è sufficiente cliccare su Conversioni > Ecommerce > Panoramica – all’interno del tuo account Google Analytics. Se ti appare una pagina del genere il tuo sito NON è configurato per registrare questi dati.IMGNota: non è sufficiente installare Google Analytics per raccogliere questi dati, ma è necessario un lavoro che può risultare complesso. Se non sai da dove iniziare contattaci, ci incontreremo volentieri per un caffè 🙂
  2. Sono richieste almeno 1000 transazioni al mese per “istruire” il sistema di machine learning. Questo limite non deve comunque spaventare perché gli ecommerce con poco traffico dovrebbero concentrare i propri sforzi su analisi qualitative e user testing, più che su A/B test e analisi dei dati.