Cosa imparerai in questo articolo

Oggi cercheremo di fare chiarezza su una delle definizioni più fraintese di Google Analytics: le sessioni. Utilizzando Analytics (magari in tandem con GTM) è infatti possibile raccogliere una grandissima quantità di dati, spesso senza capire le implicazioni più profonde di quello che si sta facendo.

Una sessione può essere definita come un gruppo di interazioni intraprese dallo stesso utente nell’arco di un dato lasso temporale. Di default, la durata di questo lasso temporale è di 30 minuti, ma come vedremo in seguito questo valore può essere modificato.

Cos’è una sessione in Analytics?

Come abbiamo già detto, una sessione è definibile come una serie di interazioni sullo stesso sito web compiute dallo stesso utente in un dato arco temporale.

Una sessione è quindi un contenitore arbitrario che raggruppa una serie di interazioni. In questo senso una sessione non è molto diversa da un giorno del calendario, definito arbitrariamente come l’intervallo di 24 ore da mezzanotte a mezzanotte.

Un singolo utente può quindi avviare più sessioni a distanza di mesi, ma anche più sessioni all’interno della stessa giornata. Cerchiamo di chiarire con un esempio:

Filippo è un grande appassionato di calcio, e ha l’abitudine di visitare il sito della Gazzetta dello Sport durante l’orario di lavoro. Ecco lo schema di una tipica giornata lavorativa di Filippo:

Ogni mattina Filippo arriva in ufficio alle 8, e come prima cosa apre la “gazza”. Dopo 20 minuti di lettura, lascia aperto in una tab del browser l’articolo con i pagelloni del fine settimana per leggerlo con calma dopo pranzo. Passati 30 minuti, GA interromperà questa prima sessione per inattività.

All’ora di pranzo (12:45) l’attività di lettura ricomincia, ma soltanto per 10 minuti. Anche in questo caso, l’ultima hit inviata da computer di Filippo ai server di Google sarà quella della visualizzazione dell’ultimo articolo. Dopo 30 minuti senza nuove hit, anche questa sessione verrà conclusa.

Prima di andare a dormire, poi, Filippo legge la Gazzetta per ben 40 minuti (dalle 23:50 alle 00:20). In questo caso verranno generate due sessioni: la prima dalle 23:50 a mezzanotte, la seconda da mezzanotte alle 00:20.

Questo succede perché una sessione può essere terminata in base a due metodi diversi:

  • Scadenza basata sul tempo
    • per inattività (default 30’)
    • a mezzanotte
  • Scadenza per cambio di campagna

La scadenza basata sul tempo

Di default, Google Analytics termina una sessione dopo 30 minuti di inattività. Questo significa che se un visitatore apre il tuo sito web, naviga per un po’, e poi si allontana per pranzo, al suo ritorno dopo più di 30 minuti verrà inizializzata una nuova sessione.

Ovviamente questo timeout di 30 minuti non è adatto a tutti i business. Pensa ad esempio ad un sito di streaming di serie TV: in media un utente guarderà video senza interagire con il computer per più di 30 minuti.

E’ quindi possibile modificare il timeout di default seguendo queste istruzioni:

  1. Naviga sulla property per cui vuoi modificare il tempo di timeout
  2. Clicca in basso a destra sulla rotellina “admin”
  3. Seleziona “impostazioni sessione” dal menu “tracking info”
  4. Modifica l’impostazione di default con il valore desiderato

L’altro evento che fa terminare una sessione è lo scadere della mezzanotte. La mezzanotte è definita in base al fuso orario dell’account, e questa impostazione non può essere modificata.

Questo significa che se un utente inizia a navigare sul tuo sito di ecommerce alle 23:57 e effettua una conversione alle 00:23, avrà generato due sessioni diverse: la prima della durata di 3 minuti e senza conversione, la seconda della durata di 23 minuti e con una conversione.

La scadenza per cambio di campagna

Ogni volta che un utente visita il tuo sito web da una campagna diversa, Analytics apre una nuova sessione. Come ricorda anche Google nella documentazione ufficiale, “È importante sottolineare che anche se una sessione esistente è ancora aperta (ad esempio, se sono trascorsi meno di 30 minuti) ma si cambia la sorgente della campagna, questa sessione viene chiusa e ne viene aperta una nuova.”

Per questo uno degli errori più gravi tra chi non conosce bene Google Analytics è utilizzare i parametri UTM all’interno del proprio sito: ogni volta che il visitatore cliccherà un link interno con parametri UTM verrà inizializzata una nuova sessione, e tutte le informazioni della sessione precedente andranno perse.

Come vengono create le sessioni da Analytics? (Roba da nerd)

Per comprendere a fondo la definizione di sessione, è importante capire come i dati sono organizzati e raccolti all’interno di Google Analytics. Lo script di monitoraggio (o il tag all’interno di GTM) invia ai server di Google delle hit, ogni volta che un utente compie un’azione sul tuo sito web (ad esempio, visita una pagina, clicca un bottone, invia una richiesta di contatto…). Queste hit sono ordinate, filtrate e aggregate in base al clientID, il numerino che identifica in modo univoco una coppia dispositivo/browser.

Ricordiamo infatti che all’interno di Analytics gli utenti non sono vere persone, ma dei cookie salvati all’interno dei browser. Questo significa che se la stessa persona visita il tuo sito dal computer dell’ufficio e poi dallo smartphone agli occhi di Analytics sarà due persone diverse. Per chiarire il funzionamento di questo processo sfruttiamo l’immagine realizzata da Lunametrics:

La conseguenza di questo processo è che in Analytics esiste una precisa gerarchia delle informazioni: le singole hit non hanno un numero di sessione ad esse associate, perché la sessione è determinata a posteriori.

Per questo motivo non è possibile comparare all’interno dello stesso report hit e sessioni.

Conclusione

Per quanto possa sembrare semplice, il concetto di sessione porta con sé numerose implicazioni più profonde. E’ quindi importante padroneggiare questa definizione per non farsi ingannare dai numeri.

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